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Breve descrizione del percorso

Si sale dal ponte Romano Pertuso che attraversa l' Anza (m. 625) posto sotto l'abitato di Vanzone S.Carlo (m. 677). La salita complessiva, circa 3 ore, dislivello 1000 metri, non da mai tregua fino ametà percorso (Corte Baranca m.1157) che si raggiunge dopo aver oltrepassato l'alpe Corte m.969, la seconda parte della salita ( Corte Baranca m.1157 - RausaM.1638 ) da un pò più di respiro in quanto si sale attraverso degli ampi tornanti.
Si può salire all'alpe Rausa anche dal comune di Bannio Anzino ( val di Sol m. 1000 ) e dal Provaccio che si raggiunge in auto sempre dal comune di Bannio Anzino.
La salita classica comunque, è da Vanzone S.Carlo ed è anche la più impegnativa. Il percorso si snoda all'inizio tra castagni e faggi e poi tra pini, abeti e larici.

Evidenze storiche (architettoniche, artistiche, archeologiche)

Ponte romano (1500), cappelletta (1818), cappelletta (1250)

Evidenze ambientali (flora, fauna, geologia, paesaggio)

La vegetazione dell' alpe Raus (M. 1600-1800) comprende nei luoghi più umidi felci muschi mirtilli. Sono presenti anche funghi (porcini, russole, chiodini) commestibili e anche quelli tossici. Ci sono splendidi boschi di aghifoglie abeti bianchi e rossi, pini silvestri e larici. Quest'ultimi in autunno oerdono le foglie e assumono un aspetto d'orato. Per quanto riguarda la fauna si possono incontrare caprioli, camosci, lepri, fagiani, pernici.

Alpe Rausa

E' un'Alpe con pascoli magnifici sui monti a sud di Vanzone a 1638 s.l.m. con ampia vista, dai monti di Vigezzo al Pizzo San Martino di fronte e fino all'imponente Monte Rosa ad Ovest.
Annualmente si celebra una festa la seconda domenica di agosto.
E' un richiamo notevole per tutti, ma specialmente per i giovani che si riuniscono in allegre comitive o in gruppi festosi all'ombra dei numerosi larici, dando vita a gare più o meno sportive con qualche sfida di bravura nell'esecuzione di giochi o gare organizzate che mantengono viva l'usanza.
E' tradizionale il buon pranzo preparato il luogo e consumato collettivamente, l'estrazione della lotteria e l'incanto dell'offerta.
La cappelletta, dove in occasione della festa viene celebrata la messa, è dedicata alla Madonna di Fatina, a lato sono rappresentati S. Rocco, compatrono di Vanzone, e S. Umberto protettore dei cacciatori: la cappella è stata affrescata dal pittore Giovanni Botti.
Poco lontano vi è Campo Aostano, luogo dal toponimo controverso a causa delle opinioni storiche, leggendarie o fantasiose che vengono, o si vogliono dare a questa località.. Alcuni lo vogliono attribuire a scontritra Anzaschini ed Aostani per motivi di abigeato intorno al 1200 - 1300.
Secondo altri può derivare dalla raccolta del fieno agostano, cioè dal fieno tagliato una sola volta all'anno in agosto perchè di qualità inferiore.
A Campo Aostano vi sono le cosiddette "Lapidi": si tratta di iscrizioni scolpite sulla roccia, causa di molte fantasie popolari. In realtà si tratta di cippi di confine fatti porre dal Conte Borromeo per attuare un compromesso il 29 settembre 1664, fra le due comunità rivali di Bannio e Vanzone e porre termine alle lunghe controversie motivo di zuffe fra valligiani confinanti, ponendo precisi e ben definiti confini.




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